CALCIO: ROMA, ACCOLTELLATI TRE TIFOSI DEL CATANIA

Una delle coltellate sferrate dagli ultrà della Roma gli ha perforato un polmone

Salvatore, tifoso vivo per miracolo

Andare a Roma per vedere la partita è come andare in Guerra. Quasi tutte le testate italiane hanno minimizzato l’accaduto del 20 gennaio perché è successo nella Capitale. … E se fosse stato il contrario? La risposta la sappiamo. Campanilismo? Tifo? No. Sembra guerra sferrata.

Questa volta non è successo allo stadio e nemmeno nel dopo partita.

E` successo fuori dello stadio, molto prima che cominciasse la partita e precisamente nei pressi del ponte Duca d’Aosta.

Questi codardi ultrà romani, hanno preso di mira i tre ragazzi catanesi che camminavano per i fatti loro e li hanno pugnalati alle spalle. Il giornale La Sicilia sottolinea che non si trattava di “punciunate” o “puncicate” perché hanno rischiato di ammazzare.

I giornali italiani hanno riportato la notizia con timidezza, quasi a voler nascondere che il fattaccio fosse successo a Roma; la Roma che si e` ormai guadagnato l’attributo di città delle lame.
Tutti e tre sono finiti in ospedale: uno, Salvatore Subba, il più grave, è vivo per miracolo perché una delle coltellate più profonde gli ha bucato il polmone.

Salvatore, che conosciamo personalmente, non è certo uno che va in cerca di guai.

È una persona squisita, un professionista dell’High-tech, un siciliano DOC che si è trovato al posto sbagliato al tempo sbagliato, con la sola colpa di essere siciliano di Catania. Sono, questi energumeni che attaccano alle spalle, assetati di sangue come lo erano i loro avi nel Colosseo?

Noi che nel passato abbiamo sofferto la discriminazione da parte degli australiani, dobbiamo adesso dire di non essere siciliani per non essere discriminati contro anche in Italia?

 S.M.

Buone Feste

Daniele Stasuzzo

Daniele Stasuzzo

Agli amici del C.A.S. a Sam Mugavero ai visitatori del blog a tutti gli italiani nel mondo ed alle rispettive famiglie auspico tanti Auguri di felicità, pace e salute per le Sante Feste.

Spero che l’Anno Nuovo porti ad ognuno ciò che più desidera.

Auguri vivissimi

Daniele Stasuzzo

Premiati i vincitori del concorso letterario “Come vedo la Sicilia”

  

I felici vincitori Mary Rose Liverani e Sebastian Busa con Sam Mugavero ed i vice console Maria Lucia Corneli

I felici vincitori Mary Rose Liverani e Sebastian Busa con Sam Mugavero ed i vice console Maria Lucia Corneli

 Nella serata del Coordinamento Associazioni Siciliane, svoltasi all’insegna della sicilianità, assegnato il primo premio ex aequo a Mary Rose Liverani e Sebastian Busa, il secondo a  Fiona Catherine James e Celia Ravesi

Il concorso, organizzato dal comitato del C.A.S., mira a fare conoscere il ricco patrimonio culturale della Sicilia in Australia, coinvolgendo italiani di prima e seconda generazione e anche gli australiani, che hanno partecipato con componimenti scritti sia in italiano che in inglese. Ha fatto gli onori di casa e dato il benvenuto ai partecipanti il coordinatore del CAS, dott. Charlie Pollicina, che ha ringraziato tutti i presenti ed in modo particolare gli ospiti d’onore: la senatrice federale Concetta Fierravanti Wells, la parlamentare statale per Drummoyne Angela D’Amore, il vice console Maria Lucia Corneli, la parlamentare Marie Ficarra MLC, Andrea Com’astri del CoAsIt, e Danilo Sidari dell’Istituto Italiano di Cultura. Un particolare ringraziamento è stato rivolto ai membri della giuria: Raffaella Buttini, Santo Crisafulli, Danilo Sidari, Maria Pirrello, Eugenio Casamassima.

 L’oratore ha poi sottolineato l’importanza della partecipazione dei rappresentanti delle associazioni siciliane e precisamente: Ass. AGIRA, Ass. Culturale Eoliana, Ass. Giovani Siciliani, Gruppo Genealogico Italiano, Ass. Isole Eolie, Ass. Palazzolo Acreide, Ass. Palermitani, Sicilian Association of Queensland, Ass. Tre Santi del North Queensland e Ass. Trinacria, che hanno sostenuto il concorso. Il dott. Pollicina ha poi ringraziato gli sponsor, senza dei quali non sarebbe stato possibile organizzare il concorso.

 A nome dei giudici Francesco Giacobbe, ha reso noto che il concorso di quest’anno ha registrato un livello superiore a quello dei due anni precedenti per la qualità dei lavori, riscuotendo maggior successo e riconoscimento tra la comunità italiana d’Australia. Questo ha apportato parecchie difficoltà ed ha costretto la giuria ad aumentare il numero dei vincitori ex aequo a due concorrenti il primo premio e a due concorrenti il secondo premio.

 Francesco Giacobbe ha poi annunciato i vincitori del concorso: vincitrice della Sezione Bambini è stata Claudia Howes, che ha ricevuto il premio di $250 dall’on. Angela D’Amore (sponsor del premio), nella Sezione Giovani vincitrice è risultata Alessia Mondello, che ha ricevuto dalla senatrice Concetta Fierravanti Wells il premio di $500. Il dott. Pollicina ha consegnato gli attestati di partecipazione a Rita Cammaroto, Franco Coppola, Giuseppe Crisafulli, Maria Messina, Piera Tizzone Musso, Sam Pizzo, Edward Anthony Jerome Re, e Nicolina Tusa Ribera. Andrea Com’astri ha consegnato un trofeo con segnalazione di merito a Rosa Mondio (Vic) e Giovanna Li Volti Guzzardi (Vic) e un trofeo di menzione d’onore a Maria Turiano Aprile.

 Vincitori del secondo premio ex aequo sono risultati Fiona Catherine James e Celia Ravesi. L’assegno di $150 e la pergamena sono stati consegnati ai vincitori da Danilo Sidari dell’Istituto Italiano di Cultura. Con il racconto “An essay by a traveller” Mary Rose Liverani ha vinto il primo premio del concorso insieme a Se bastia Busa, che ha partecipato al concorso con lo scritto “L’Umbra da montagna”. L’assegno di $500 ai vincitori è stato consegnato dal vice console Maria Lucia Corneli.

 Tutti i lavori dei concorrenti sono stati raccolti in un’accurata pubblicazione, che e in vendita presso il CAS.

 Francesco Giacobbe a poi riconosciuto il merito del successo del concorso a tutto il comitato organizzatore ed in modo particolare a Sam Mugavero e alla segretaria Sylvia Granturco.

 La serata è continuata con un’ottima cena preparata dai cuochi della Mediterranean House, e con la proiezione di uno spettacolare filmato sulla Sicilia presentato da Luigi De Luca. Santo Crisafulli ha poi recitato una poesia in siciliano, a cui hanno fatto seguito le danze.

 A conclusione è stata estratta una ricca lotteria, cha ha visto vincitore del primo premio, sette giorni in Tasmania offerto da Broadway Travel and Tours di Melbourne, vinto da Maria Martinovich, ed un secondo premio (buono di $750) offerto da Forza Travel di Sydney e molti altri premi minori.

A.Tornari

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Gli agirini di Sydney festeggiano San Filippo

entrata in chiesa del comitato

entrata in chiesa del comitato

Con una messa solenne nella chiesa di Gladesville ed un lauto pranzo tipico siciliano Gli agirini di Sydney festeggiano S. Filippo.

Un brioso gruppo di giovanissimi cantanti ha allietato le 120 persone che hanno preso parte al pranzo L’associazione Culturale A.G.I.R.A., domenica 20 maggio ha celebrato la festa del patrono S. Filippo d’Agira con una messa solenne nella chiesa di Our Lady Queen of Peace-Gladesville.

La messa è stata officiata da padre Simone il quale, subito dopo l’introito ha invitato il presidente Mugavero a dire due parole sul Santo. Prima di dare dettagli storici circa la vita di S. Filippo, Mugavero ha voluto chiarire innanzitutto di quale S. Filippo si parlava, perché molte persone ancora oggi confondono il Santo di Agira con l’apostolo S. Filippo ed altri con S. Filippo Neri nato il 22 luglio 1515 a Firenze.

La santa messa e l’inno di S. Filippo sono stati cantati dal coro di O.L.Q.o. P. diretto da Adelina Manno che ha anche preparato la liturgia. Molto accurata l’assistenza dell’accolito Sam Cincotta. Al termine della messa lo stesso Mugavero ha voluto ringraziare il prete ed il suo assistente, l’organista, il coro, il pubblico ed i membri del comitato Domenico Cantale, Angelo Casa, Clara Cincotta, Elisabetta Fogolin,, Marisa Lavermicocca, Adelina Manno, Filippo Parisi e Gaetano Ribera per il ruolo singolarmente svolto alla perfezione nonché tutti coloro che in un modo e nell’altro hanno contribuito alla riuscita della festa.

Dopo la cerimonia religiosa, oltre 120 persone hanno partecipato ad un lauto pranzo tipico siciliano preparato dai bravi cuochi del Castel d’Oro di Five Dock. Non sono mancati i Nfasciateddi, tipici dolci agirini offerti dall’Associazione. Durante il pranzo, i commensali sono stati allietati dai “Peperoncini”, un eccezionale e brioso “trio” di giovanissimi cantanti che faranno sicuramente parlare di loro in un non distante futuro.

Hanno partecipato alla festa anche rappresentanti di altre associazioni: Il dottor Len Destro del C.A.S., Domenic Arrivolo e Anthony Ravesi dell’Italian Family History Group del Co.As.It., Steve Cincotta dell’Associazione Madonna del Terzito, Vittorio Locantro dell’Associazione Isole Eolie, Carmine Telese dell’Associazione Napoletana, Anna Zagame dell’Associazione Culturale Eoliana e Felice Pascale dell’Associazione Madonna Assunta con un nutrito gruppo di basilicani.

La festa è terminata nel tardo pomeriggio con l’estrazione di una ricca lotteria i cui premi sono stati donati dai membri del comitato stesso.                                      S.M.

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La morte dell’autorità

Ma dico io, ci deve proprio scappare il morto (il povero Filippo Raciti) per scoprire in quale stato di degrado versa la società italiana (e tante altre società) di oggi? Eppure i segnali sono sempre stati lì, evidenti come non mai; l’avevamo sotto il naso ma facevamo finta di non vedere, di non sentire.

È troppo difficile cambiare strada quando ormai si è fatta l’abitudine a percorrere sempre la stessa. “Abitudine a cosa?”, si chiederà il lettore. Abitudine ad un mondo nel quale il bisogno di affermazione che alberga dentro ognuno di noi si gratifica non più attraverso le sane realizzazioni del passato (ad esempio, il successo negli studi, nel lavoro, nella vita coniugale, nei rapporti interpersonali, ecc.) bensì attraverso il numero di telefonini che possediamo, il modello di auto che guidiamo, i vestiti griffati che indossiamo, i tanti inutili oggetti che possediamo, e così via. Una volta i nostri valori rispecchiavano una “educazione” nella quale il rispetto verso gli altri e, soprattutto, verso l’autorita` (rappresentata prima dai genitori, poi dai nonni, dagli insegnanti, dai professori, dalle persone più anziane di noi, ed infine dalle forze dell’ordine), ricopriva un ruolo di fondamentale importanza.

Oggi, invece, guai a “toccare” un bambino con più che una carezza; guai a dare al proprio figlio adolescente un orario di rientro a casa la sera; guai a visitare i propri vecchietti in segno di rispetto; guai a portare la mela alla maestra o a portare la valigia al proprio professore; ed…ahimè guai a rispettare la legge! E` come se la nostra “moralità” fosse morta. Mi guardo in giro e vedo degrado dappertutto. Basta guardare i muri contro i quali sbattiamo il naso tutti i giorni: sono imbrattati con scritte indecifrabili che sembrano farsi beffa di tutto ciò che c’è di legale nella nostra società; anzi, sono un vero e proprio sberleffo alla civiltà; infatti, sembrano voler dire: “noi ce ne infischiamo delle regole, noi ce ne infischiamo del prossimo, noi esistiamo e voi dovete accorgervi di noi, noi siamo importanti perché possiamo distruggere il vostro mondo pulito e perbene”.

Lo stesso messaggio ci viene propinato quando, nel bel mezzo della notte e mentre dormiamo, sentiamo il rumore assordante di auto che sgommano o di motori e marmitte elaborati apposta per “farsi notare”. Ma mi chiedo io dove è andata a finire l’educazione? Dov’ è andato a finire il controllo sociale? Mi si perdoneranno le generalizzazioni ma esiste, a me pare, il fenomeno di una gioventù senza regole ed allo sbando e di una popolazione adulta e matura che invece sta lì a guardare, timorosa di intervenire perché non sarebbe politicamente corretto (chissà per quale latente motivo) cercare di riprendere in mano le redini della loro educazione.

I giovani hanno bisogno di “paletti” nella vita; hanno bisogno di chi possa insegnare a loro cosa è giusto e cosa è sbagliato, hanno bisogno di disciplina e di incoraggiamento, hanno bisogno di punizioni e premi nello sviluppo della loro moralità (le teorie psicologiche sullo sviluppo morale ce lo insegnano), e non solo di premi (come credo avvenga troppo spesso oggi).

L’elargizione eccessiva di premi, infatti, non fa altro che promuovere un approccio edonistico e psicopatico alla vita, in base al quale tutto è dovuto…e subito! Basta vedere quello che sta succedendo oggi; da piccoli le persone vengono coperti di regali e di attenzioni. Si chiede a loro di sacrificarsi poco per ottenere tutto ciò che vogliono. Imparano, insomma, a volere tutto e subito!

Purtroppo i disordini che stanno avvenendo nel mondo del calcio (italiano e non) sono emblematici di quanto sta avvenendo nella società moderna piu` allargata. Ciò avviene perché, purtroppo, il gioco del calcio stimola complessi processi psicologici di identificazione proiettiva in base ai quali le persone (e soprattutto i giovani) spostano su di esso tutte le loro rabbie, frustrazioni, e pulsioni (soprattutto quelle aggressive).

Non è il mondo del calcio che è malato…. è il mondo in generale che è malato. Non riusciamo, purtroppo, a trovare un sano equilibrio tra i nostri piaceri ed i nostri doveri. Siamo forse passati da un approccio alla vita eccessivamente restrittivo ad uno eccessivamente permissivo (nel quale tutto c’è dovuto….e subito), non comprendendo che, con ogni probabilità, la via di mezzo e` quella da seguire. Non facciamo del gioco del calcio il capro-espiatorio delle nostre inadeguatezze educative. Non sara` chiudendo gli stadi o giocando a porte chiuse che risolveremo i nostri veri problemi. Anzi, credo che cosi` facendo otterremo tutto il contrario; sono certo, infatti, che i giovani troverebbero altri canali per esprimere il loro disagio psichico e morale e per sprigionare in modo del tutto inadeguato e disadattivo le loro pulsioni all’autoaffermazione.

Si, prendiamoci una pausa di riflessione chiudendo i cancelli degli stadi per qualche settimana; ma, subito dopo, agiamo in modo tale da affrontare e risolvere il problema dell’educazione morale e civica dei nostri giovani. Facciamolo prima che sia troppo tardi e prima che si debbano contare migliaia se non addirittura milioni di morti frutto dell’intolleranza delle persone alle frustrazioni che invariabilmente si riscontrano nella vita.

Mettiamo d’accordo gli aspetti dicotomici della nostra psiche, cioè il Dott.. Jekyll e Mr. Hyde (il “dovere” ed il “piacere”) che cercano di convivere dentro di noi. Non uccidiamo il nostro dott. Jekyll perché, così facendo, rischieremmo di uccidere l’istanza promotrice del “dovere”, cioè il concetto di autorità.

Dott. Carmelo Pollicina (Psicologo e Coordinatore del C.A.S.)

Grazie Signor Gilberto Idonea

Grazie dei suoi complimenti che ci ispirano e ci spronano a continuare la nostra missione.
Sam Mugavero
Dott. Carmelo Pollicina

L’Associazione AGIRA rende omaggio alle donne

intervento di Marisa Lavermicocca

intervento di Marisa Lavermicocca

L’associazione Culturale AGIRA di Sydney, in occasione della giornata internazionale della donna, anche quest’anno ha voluto celebrare l’evento, per rendere omaggio alle donne italiane di tutte le età.

Per l’occasione John Sidoti titolare del Castel d’Oro ha messo a disposizione dei numerosi commensali un delizioso pranzo di diverse portate. Per simboleggiare l’evento, la sala era stata addobbata con palloncini di colore porpora, verde e bianco.

Il presidente Sam Mugavero ha dato il benvenuto ai presenti ed in particolar modo ai rappresentanti di altre associazioni presenti alla festa: Teresa Todaro Restifa, Domenico Arrivolo, Vittorio Locantro, dott. Len Destro, Isabella Restifa, Carmine Telese, Sylvia Granturco, Anna Zagame, Angelo Stivala, e Carmine Di Leo. Ha poi elaborato sul tema di quest’anno che è: eliminare la violenza contro le donne. Ha usato una carrellata di eventi che hanno caratterizzato la giornata dell’otto marzo, dall’originale sciagura dell’opificio Cotton nel lontano 1908, sino alle marce per le pari opportunità dei tempi d’oggi.

Ogni forma di violenza contro le donne – ha continuato Mugavero -_ è ancora esistente in tutte le parti del mondo, specialmente in certi paesi dove la donna è ancora soggiogata dall’uomo, dalle leggi politiche e/o religiose che vietano loro persino il sacrosanto diritto di mostrare il loro volto.

Marisa Lavermicocca, vice-tesoriere dell’associazione, ha impostato invece il suo discorso sul simbolo della mimosa associata a questo evento ed i colori porpora, verde e bianco che vengono adottati dalla WSPU (Unione Politica e Sociale delle Donne) come logo di questa importante festa: Il porpora per giustizia, dignità, il verde per speranza e nuova vita ed il bianco per purezza sia in pubblico che nella vita privata. Quest’ultimo colore, ha continuato Marisa, ha suscitato una controversia fra le associazioni femministe che vogliono sostituirlo con il colore oro per simboleggiare “nuovi albori”.

Dopo le danze che ha visto protagoniste alcune giovanissime ragazze che si sono esibite con la “Macarena” ed altri balli tipici giovanili, c’ è stata la sorpresa: Il presidente è andato in giro per i tavoli dove ha distribuito (al posto della mimosa) dei bellissimi steli di (Singapore orchids) a tutte le donne presenti in sala.

Ha poi ringraziato tutti i membri del comitato per la cooperazione e per il lavoro ben fatto e chiuso salutando i presenti con la seguente nota: “Noi, dell’associazione AGIRA, nel nostro piccolo, continuiamo a mettere in evidenza l’emancipazione delle donne attraverso gli anni ed a denunciare le oppressioni, le violenze ed il degrado sociale che ancora esistono in molti paesi del mondo“. Nel celebrare ogni anno la giornata dell’otto marzo, auspichiamo di vedere un giorno l’uguaglianza vera tra le donne d’ogni paese, d’ogni credo religioso e d’ogni razza; insomma, l’uguaglianza proprio in tutto!        S.M.

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Happy New Year ! Buon Anno !

Il Coordinamento Associazioni Siciliane e le Associazioni: A.G.I.R.A., Culturale Eoliana, Giovani Siciliani, Gruppo Genealogico Italiano, Isole Eolie, Palazzolo Acreide, Palermitani, Sicilian Association of Queensland, Tree Santi (N.Q.) e Trinacria
Augurano a tutta la comunità italiana sparsa nel mondo, un
Felice e Prospero 2007

Premiazione del concorso letterario “Un Racconto Siciliano” (A Sicilian Story)

Ddirigenti e rappresentanti delle associazioni siciliane aderenti al C.A.S.

Ddirigenti e rappresentanti delle associazioni siciliane aderenti al C.A.S.

Più che lusinghiero è stato il successo ottenuto dal C.A.S. per la serata da loro organizzata in occasione della premiazione del concorso letterario “Un Racconto Siciliano” (A Sicilian Story).

La serata, tenutasi presso i locali del Castel d’Oro Reception Centre, venerdi` 17 novembre 2006, è stata veramente interessante e ricca di eventi. Infatti, sono stati ospiti del C.A.S. e presenti alla serata alcuni delegati siciliani rappresentanti della Confederazione Commercio che, a nome del patronato Enasco, hanno presentato a personaggi siciliani che si sono distinti nella comunità per meriti sociali e professionali 11 medaglie d’oro e nove d’argento, (fotocronaca separata prossimamente su queste pagine).

La serata è iniziata con il discorso introduttivo da parte del Coordinatore Dott. Charlie Pollicina che, oltre a spiegare la procedura del concorso letterario, ha dato il benvenuto al nuovo Console Generale Benedetto Latteri ed all’On. Angela D’Amore (MP) in sostituzione del premier del NSW, on. Morris Iemma. Ha poi ringraziato gli sponsors del Concorso, anche loro presenti in sala, iniziando dal presidente dell’Istituto Italiano di Cultura, Gerlando Butti, Lina Di Donato in rappresentanza del Co.As It., Gianluca Buttarello, direttore del quotidiano italiano “La Fiamma” e tutti gli altri sponsors elencati in calce.

Nel suo discorso, il Console Generale Benedetto Latteri si è congratulato con i dirigenti del C.A.S. per la brillante iniziativa auspicando sempre maggiori successi ed il prosieguo dell’unità fra le varie Associazioni aderenti. È seguito poi un discorso dell’on. Angela d’Amore che, oltre a portare il messaggio del Premier Iemma, ha voluto sottolineare la sua fierezza di essere figlia di siciliani.

Nell’intervallo un gruppo di giovani ballerine ha intrattenuto il pubblico con divertenti danze tipiche siciliane a ritmo di tamburello. Il Vice-Coordinatore del C.A.S., Eugenio Casamassima, a nome dei giudici del concorso, ha poi spiegato come è stato difficile determinare i vincitori di ciascuna categoria considerata l’equivalenza delle produzioni che, per l’evento, sono state raccolte e rilegate in una piccola antologia che gli autori, amici, e parenti hanno potuto acquistare al prezzo di $25.

I premi maggiori sono stati consegnati da Gerlando Butti come segue: primo premio sezione adulti, pergamena e $1000, a Salvatore Pizzo di Melbourne; secondo premio ex-equo, Menzione d’Onore e $100 ciascuno, a Maria di Gregorio ed a Celia Ravesi, entrambe di Sydney; primo premio sezione giovani, pergamena e $500 a Giammarco Testa; primo premio sezione bambini, pergamena e $250 è infine andato alla giovanissima Claudia Howes. Tutti gli altri concorrenti hanno ricevuto un’Attestato di Partecipazione. Al termine della serata è stata estratta una ricca lotteria i cui primi premi sono stati donati da Forza Travel e da Cammareri Travel; essi sono stati vinti rispettivamente dal Dott. Len Destro e dalla Sig.ra Angela Desiderio. La serata è stata condotta con notevole bravura da Francesco Giacobbe. Ottima la cena ed eccellente il servizio offerto dai dirigenti del Castel d’Oro.           Sam Mugavero

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