CALCIO: ROMA, ACCOLTELLATI TRE TIFOSI DEL CATANIA

Una delle coltellate sferrate dagli ultrà della Roma gli ha perforato un polmone

Salvatore, tifoso vivo per miracolo

Andare a Roma per vedere la partita è come andare in Guerra. Quasi tutte le testate italiane hanno minimizzato l’accaduto del 20 gennaio perché è successo nella Capitale. … E se fosse stato il contrario? La risposta la sappiamo. Campanilismo? Tifo? No. Sembra guerra sferrata.

Questa volta non è successo allo stadio e nemmeno nel dopo partita.

E` successo fuori dello stadio, molto prima che cominciasse la partita e precisamente nei pressi del ponte Duca d’Aosta.

Questi codardi ultrà romani, hanno preso di mira i tre ragazzi catanesi che camminavano per i fatti loro e li hanno pugnalati alle spalle. Il giornale La Sicilia sottolinea che non si trattava di “punciunate” o “puncicate” perché hanno rischiato di ammazzare.

I giornali italiani hanno riportato la notizia con timidezza, quasi a voler nascondere che il fattaccio fosse successo a Roma; la Roma che si e` ormai guadagnato l’attributo di città delle lame.
Tutti e tre sono finiti in ospedale: uno, Salvatore Subba, il più grave, è vivo per miracolo perché una delle coltellate più profonde gli ha bucato il polmone.

Salvatore, che conosciamo personalmente, non è certo uno che va in cerca di guai.

È una persona squisita, un professionista dell’High-tech, un siciliano DOC che si è trovato al posto sbagliato al tempo sbagliato, con la sola colpa di essere siciliano di Catania. Sono, questi energumeni che attaccano alle spalle, assetati di sangue come lo erano i loro avi nel Colosseo?

Noi che nel passato abbiamo sofferto la discriminazione da parte degli australiani, dobbiamo adesso dire di non essere siciliani per non essere discriminati contro anche in Italia?

 S.M.

Lascia un commento